arriva Fortebraccio


Arriva Fortebraccio nell’ultimo atto dell’Amleto.

Arriva, senza mai esserci stato prima. Guarda la scena.

Amleto, Claudio, Gertrude, Laerte, tutti sono morti. Giacciono come macerie. Sono davanti a lui. E Fortebraccio dice semplicemente:

Where is the sight? Dov’è la scena? Dov’è lo spettacolo? Dove devo guardare?

Davanti alle macerie, con l’ingenuità di un eroe fuori posto, di un eroismo immeritato, dopo che tutto è successo prima, meglio di lui, con quel “dove devo guardare?”.

Fortebraccio viene incoronato, celebra Amleto, lo raccomanda ai posteri e si prende la corona. Chissà se ci pensa che non era sua, che l’ha avuta non per suo merito, ma per la resa dell’altro.

Chissà se ci pensa che non arriva quasi mai in scena e che pure quando arriva, il palco recita “arriva Fortebraccio, sento il clamore delle armi”

e dalla platea c’è sempre qualcuno che dice “e chi è Fortebraccio?”

C.V