il peso della farfalla 2014



  • Sui bambini e gli adolescenti

TRILOGIA DELLA NORMA

Proiezione video con Christian Di Domenico, Saba Salvemini, Roberto Corradino. Idea e progetto Clarissa Veronico e Antonio De Mattia. Videoediting Nole Biz

Tre pezzi, tre estratti letterari, per tre attori. Un viaggio nel tempo: era il 1860, poi il 1910, poi il 2013 e Herculin Barbin, Carlo Michelstaedter, Beatriz Preciado scrivevano della costrizione normativa operata sui bambini, attraverso l'educazione, la scuola, la sessualità. Lingue, stili e contesti diversi contro l'omologazione, la soppressione della libera identità, l'eteronormatività. Tre pensieri in arte, in voce, in video.

  • Sulle donne nella società degli uomini

LA BORTO

Di e con Saverio La Ruina, musiche composte e eseguite dal vivo Gianfranco De Franco, produzione Scenaverticale premio Ubu 2010 miglior testo italiano

Non è solo la storia di un aborto. È la storia di una donna in una società dominata dall’atteggiamento e dallo sguardo maschili: uno sguardo predatorio che si avvinghia, violenta e offende; un atteggiamento che provoca gli eventi ma fugge le responsabilità. L’aborto ne è solo una delle tante conseguenze. Ma ne è la conseguenza più estrema. La protagonista racconta l’universo femminile di un paese del meridione. Schiacciata da una società costruita da uomini con regole che non le concedono appigli, e che ancora oggi nel suo profondo stenta a cambiare, soprattutto negli atteggiamenti maschili, racconta il suo calvario in un sud arretrato e opprimente. E lo fa nei toni ironici, realistici e visionari insieme, propri di certe donne del sud. Non mancano momenti sarcastici e ironici come quando gli uomini geometri misurano il corpo femminile come se al posto degli occhi avessero il metro. O come quando il paese si trasforma in una immensa chiesa a cielo aperto per scongiurare le gravidanze. Né quelli commoventi legati alla decimazione del “coro” delle donne. Ma quando la protagonista chiude il cerchio col racconto del calvario della nipote, il sarcasmo e la commozione lasciano il posto a una profonda amarezza, mettendoci davanti alla dura e ambigua realtà dei nostri giorni. 

  • Sui padri, i figli e la relazione

CON TE SENZA

Reading teatrale con Monica Contini, Roberto Corradino, Lucia Zotti esito del laboratorio di scrittura collettiva condotto da Antonio De Mattia in collaborazione con il Centro Famiglie Mimmo Bianco

C’è un’età di mezzo in cui non si è più giovani e non si è ancora anziani, in cui si è ancora figli e già padri o madri. E’ un’età in cui è chiaro il sopravvenire di un distacco. E non si è pronti, né per finire né per iniziare. Non si è ancora detto tutto e il tempo forse non permetterà di dire più niente. Cosa direbbe, se ne avesse la forza emotiva, un quarantenne al proprio padre o al proprio maestro? Cosa direbbe un settantenne, se ne avesse la libertà, a un proprio figlio o a un allievo? Non riusciamo mai per tempo a fare i conti con le parole, con i sentimenti. Non riusciamo mai del tutto a essere “al presente”. C’era un tempo in cui i la generazione di mezzo poteva dirsi sufficientemente adulta da scrivere ai propri figli, adesso è il tempo di scrivere ai padri, perché non ci si può trasformare senza.

Con il contributo dell'Assessorato alle Culture del Comune di Bari.

Grazie a Festival delle Donne e dei Saperi di Genere, Centro Ascolto Famiglie Japigia-Torre a Mare, Nuovo Teatro Abeliano